Le rovine

"Le rovine non le temiamo. Erediteremo la terra. La borghesia dovrà farlo a pezzi il suo mondo, prima di uscire dalla scena della storia. Noi portiamo un mondo nuovo dentro di noi, e questo mondo, ogni momento che passa, cresce. Sta crescendo, proprio adesso che io sto parlando con te"

Buenaventura Durruti

lunedì 22 maggio 2017

Il chiaro di luna Monk Mingus

Ron Bremner




Nel circo mentale del mio spirito morente
ascolto le chiavi tintinnanti di Monk-Yeah
il chiaro di luna della follia di Monk Mingus
Voglio restare sebbene stasera ci sia  una nuova
luna, cioè   nessuna luna
 e la mia follia
è in cerca di una preda,
non un tocco di tristezza
ma la metafora della mano felice di Monk
le midollose note di Mingus (ah, um) e me insieme
nella nostra folle agonia
nello strisciare  attraverso un acro di fango
per cercare la perduta brillantezza di un  chiaro di luna.


fonte Jerry Jazz Musician  traduzione Luciano Granieri.



domenica 21 maggio 2017

32° GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME DEI PRIGIONIERI PALESTINESI In tutto il mondo cresce la solidarietà.

Coordinamento a sostegno dei prigionieri palestinesi.





La solidarietà con i prigionieri politici palestinesi in sciopero della fame va crescendo in tutto il mondo. Ieri funzionari delle Nazioni Unite tra cui il relatore speciale Michael Lynk, hanno espresso preoccupazione per i prigionieri palestinesi e ci sono statati presidi in Spagna, Francia, Belfast, Glasgow, Hellemmes, Evry,Chicago, Milano, Buenos Aires, Granada, Sevilla, Manila e Malaga. Per oggi sono programmate iniziative a Saint-Denis, Brussels, Milano, Cadice,an Roque, Aravena, Mans, New York, Berlino, Cagliari, Copenaghen..

Contemporaneamente il tasso di repressione del Sistema Carcerario Israeliano nei confronti dei prigionieri in sciopero aumenta. Ieri sono entrati in funzione ancora una volta i famigerati "bosta" (“Tomba Mobile”) blindati, all’interno dei quale ci sono piccole celle chiuse da tutti i lati, senza finestre e con piccoli fori per la respirazione, le cui pareti sono di ferro come i sedili di cui sono dotate; celle che diventano roventi d’estate e gelide di inverno. I “bosta” Sono stati impiegati per il trasferimento di alcuni prigionieri in sciopero nelle prigioni di Beersheva, Mattia e Ramla, anche "ospedali da campo", perché attrezzate per l’alimentazione forzata.
In tutti i Territori Palestinesi Occupati continuano le manifestazioni della popolazione in solidarietà con i prigionieri . Nel corso di una di queste ieri delle “forze di sicurezza” israeliane  hanno attaccato le manifestazioni, in una du queste un colono israeliano ha assassinato un palestinese di 23 anni Moataz Tayeh. Le “forze di sicurezza israeliane”, hanno protetto il colono attaccando i manifestanti. E’ rimasto ferito il giornalista palestinese Majdi Esht ayyeh.
Altre 48 persone sono state arrestate.

La salute dei prigionieri deperisce. Almeno due detenuti Mohammed al-Qeeq. e Ahmad Sa’adat richiederebbero il ricovero in ospedale.

In questo scenario è atteso l’Arrivo del presidente statunitense Trump

Intanto continua anche il complice silenzio del Governo Italiano.

La lotta contro la devastazione dei territori è lotta contro il capitale

                                      No tap e No triv ovunque!


No_tap
 

Giacomo Biancofiore
Come sempre accade, agli alleati occulti dei padroni serve solo un po' di tempo che finiscono per smascherarsi da soli, quelli del Salento poi, si sono addirittura... consegnati spontaneamente durante una farsesca manifestazione circa una decina di gironi fa in piazza Montecitorio a Roma. Accompagnati dal presidente della regione Puglia Emiliano, direttore di scena di una pochade quasi tutta istituzionale.
I “coraggiosi” sindaci salentini, infatti, che si erano guadagnati applausi, sia nelle puntate al presidio di San Basilio che nella gremita Piazza Sant'Oronzo di Lecce,  diventando, per qualcuno, un simbolo del movimento No Tap, hanno improvvisamente cambiato prospettiva, trasformando, con i soliti giochi di prestigio, quel motto che da sempre ha accompagnato il Comitato No Tap “né qui né altrove” in una locuzione più consona alle loro esigenze politiche: “tavolo per il dialogo sulla possibile ricollocazione del gasdotto”.
Così, all'improvviso, quello che era il male di tutti i mali, si è trasformato nel male che fa male solo se approda sulla spiaggia di San Foca, mentre torna ad essere un progetto su cui si può dialogare se lo si sbatte in faccia ai già martoriati brindisini.
Insomma, nulla di nuovo all'orizzonte, istituzioni borghesi che si riprendono il proprio ruolo, ricchi medici che svestono i panni del Che e riprendono a mangiare, un presidente di regione a cui i panni del Che vanno addirittura stretti e tra una promessa sudata all'Ilva e un ammiccamento ai lavoratori di Manfredonia quatto quatto prova a piazzare l'ennesimo insediamento energetico a rischio a Brindisi.
Tutto questo nella più totale indifferenza rispetto a quello che Tap rappresenta, una evidente operazione speculativa del capitale, mista a commistioni con mafie e malaffare, nonché un progetto che, lungi dall'essere necessario, sta incontrando forti opposizioni anche negli altri Paesi coinvolti (in particolare Turchia, Grecia e Albania), contrariamente alle notizie diffuse dai media nazionali.
Fortunatamente, però, il Comitato No Tap, quello che ha sfilato compatto nel corteo barese contro il G7 finanziario pochi giorni fa, ha ben chiaro che coloro che parlano di spostamenti e riconversioni sono nemici tanto quanto Tap: e, pur nella consapevolezza che non sarà una battaglia facile e tanto meno breve, continuerà a ribadire il “né qui né altrove”, che è lo slogan politico che unisce le lotte No Tap con quelle No Tav, con quelle No Carbone di Brindisi e ancora con quelle No Triv della Basilicata e con tutte quelle che considerano l'attacco ai territori una espressione del sistema capitalistico: per questo "tavoli" e "dialoghi" con le istituzioni del capitale sono proposte fatte in malafede.
In questo panorama che ciclicamente si ripropone, netta è la condanna del Partito di Alternativa Comunista che, nello stigmatizzare l'ennesimo tentativo di tradimento della volontà di chi lotta, esprime la piena solidarietà ad attiviste ed attivisti del Comitato No Tap e invita a sostenere attivamente il presidio permanente di San Basilio nonché a proseguire senza indugio nel percorso di unificazione delle lotte dei territori e più concretamente ad offrire presenza e solidarietà al corteo organizzato dalla Rete appulo-lucana "Salva l'acqua dal petrolio" in programma a Matera il 27 maggio prossimo.

sabato 20 maggio 2017

RENZI E IL SUO GRUPPO DIRIGENTE VOGLIONO RIBALTARE IL RISULTATO DEL REFERENDUM COSTITUZIONALE

Comitato per la Democrazia Costituzionale

RENZI E IL SUO GRUPPO DIRIGENTE VOGLIONO IGNORARE E RIBALTARE IL RISULTATO DEL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE 2016 CHE HA BOCCIATO LE DEFORMAZIONI DELLA COSTITUZIONE. LA COSTITUZIONE DEVE ISPIRARE LA LEGGE ELETTORALE. BASTA CON DEPUTATI E SENATORI NOMINATI DAI CAPI PARTITO. BASTA LEGGI MAGGIORITARIE CHE ALTERANO LA RAPPRESENTATIVITA’ E DISCRIMINANO LE FORZE MINORI E REGALANO A MINORANZE LA MAGGIORANZA PARLAMENTARE CON TRUCCHI LEGISLATIVI. È GIUNTA L’ORA DI RESTITUIRE LA SOVRANITA’ AGLI ELETTORI CHE DEBBONO ELEGGERE I LORO RAPPRESENTANTI.


I cittadini italiani hanno impedito con un voto forte e chiaro lo stravolgimento della Costituzione democratica tentato da Renzi e dalla sua maggioranza. Oggi, come se niente fosse, Renzi ripropone un Parlamento con deputati e senatori nominati dai capipartito, cercando una rivincita alla sonora sconfitta del 4 dicembre 2016.
Se passasse la proposta di legge elettorale presentata alla Camera ancora una volta i capi dei partiti potranno nominare tutti i parlamentari, assegnando il seggio ai propri fedelissimi, senza che gli elettori possano scegliere, come sarebbe giusto e necessario, i loro rappresentanti. Inoltre potranno tenere fuori dal Parlamento le minoranze sgradite, ignorando perfino il diritto di tribuna.
Sono state reintrodotte, nella proposta depositata alla Camera, le liste bloccate per il 50% dei seggi (quota proporzionale) mentre per l’altro 50% (collegi uninominali attribuiti a chi ha un voto in più), la scelta fra i candidati nel collegio uninominale (anch’essi decisi dai capi partito) è fortemente condizionata dal fatto che si può esprimere un solo voto che trasferisce automaticamente alla lista dei candidati nel collegio plurinominale la scelta effettuata per il candidato nel collegio uninominale.
La rappresentatività delle assemblee parlamentari ne risulterà drasticamente ridimensionata perché l’uninominale maggioritario premierà le forze politiche localistiche, determinandone una sovrarappresentazione a scapito dell’uguaglianza del voto e, in ogni caso, la composizione della rappresentanza sarà ancora una volta nelle mani di pochissimi individui, mantenendo in piedi il carattere oligarchico del sistema politico attuale. Il voto non è libero, personale e diretto come afferma la Costituzione e gli elettori potranno solo ratificare le decisioni dei capi partito. Il Senato che il popolo ha conservato elettivo non è più eletto a base regionale come prevede l’art. 57 della Costituzione. E’ incredibile che dopo un mare di chiacchiere sulla parità di genere i candidati uninominali e i capilista delle liste bloccate collegate nei collegi plurinominali possano essere dello stesso genere e sparisce l’obbligo dell’alternanza di genere nelle liste bloccate: addio al riequilibrio della rappresentanza come richiede l’art. 51 della Costituzione. Tutti candidati sono designati dai partiti nei collegi uninominali o nelle liste bloccate, ma alcuni particolarmente cari ai capi partito possono essere candidati sia nel collegio uninominale, che in tre collegi plurinominali, questo impedirà agli elettori di bocciarli.

Chi ha votato NO al referendum deve opporsi per le stesse ragioni in maniera unitaria a questa proposta di legge elettorale per ottenere una legge che ristabilisca la rappresentatività delle assemblee parlamentari. Gli elettori hanno il diritto di decidere da chi vogliono essere rappresentati e il loro voto deve essere libero ed uguale negli effetti. L’Italia ha bisogno che la rappresentanza del popolo italiano sia reale e non alterata da leggi bugiarde. Questo è indispensabile per ripristinare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni democratiche, per evitare lo svuotamento della democrazia garantita dalla Costituzione, per evitare derive autoritarie e personalistiche.

Il Prc di Frosinone sosterrà il candidato a sindaco Stefano Pizzutelli.

Prc-Se  Circolo di Frosinone

Francesco_Smania_1

La sinistra è presente alle elezioni amministrative di Frosinone unitariamente: il PRC, Possibile, Sinistra Italiana e il PCI insieme alla lista civica Frosinone in  Comune sostengono la candidatura a di Pizzutelli e le candidature a consigliere di Francesco Smania, già capogruppo del PRC in consiglio comunale, e di Stefano Lauretti, indipendente.
La giunta Ottaviani deve essere spazzata via, il nostro impegno è quello di contribuire in maniera decisiva a questo obiettivo. L’operato di questa amministrazione è evidente per la sua negatività, per l’ignominia dei frusinati, costretti a vivere al di sotto della media delle città italiane come attestato dalla classifica della vivibilità stilata dall’Università di Roma “La Sapienza”.
I motivi per cui occorre un svolta decisiva nell’amministrazione della città sono sotto gli occhi di ogni cittadino e sarebbe alquanto superfluo elencarli anche in parte.
Ma la risposta della città deve esser certa e sicura, invitiamo a votare per la Sinistra presente unitariamente e in linea con quanto è stato già disposto ed avviato nelle altre città della provincia, come a Sora, Cassino, Esperia e tanti altri paesi,  dove lo spirito unitario ha sortito buoni risultati. In questo modo riusciamo ad arginare le debolezze e i tentennamenti di un PD ciociaro sempre più avvitato nelle beghe interne e assolutamente incapace di uscire dalla palude dei piccoli potentati personali che ne nutrono stancamente l’esistenza, incapace di corrispondere alla domanda di cambiamento levata dai cittadini.
Lo schieramento della sinistra unitaria è alternativa al PD proprio perché sganciata dalle logiche di potere predispone di una proposta di programma governo la cui fattibilità non potrà essere inficiata dai giochi di potere. Liberiamo Frosinone , facciamone un bene comune.

           Il Segretario del circolo Prc-Se Francesco Smania

Contro i test Invalsi e la didattica per quiz



Appello
 Sono passati due anni da quel 5 maggio di ribellione in cui 650.000 docenti, studenti e lavoratori della scuola pubblica scesero in piazza per difendere la dignità e il proprio ruolo educativo. Ignorando la loro totale avversità, Renzi ha poi varato una riforma che riduce a merce un diritto inalienabile e stravolge la funzione della scuola nata dalle norme della Costituzione, pochi mesi fa salvata da un sussulto popolare.
Rientrata la protesta, complici le confederazioni sindacali, i docenti subiscono gli effetti mortificanti di una riconversione disciplinare, didattica ed etica inaccettabile, benché “legalizzata” dalla 107, perché calpesta principi deontologici inderogabili e preordina i destini di studenti e studentesse.
Invise tanto agli studenti, che vedono spesso pregiudicata la loro carriera scolastica da un rilevamento istantaneo e arbitrario, quanto ai docenti, costretti ad “addestrare” alla risoluzione dei test, le prove asfittiche e costose vengono imposte con minacce e intimidazioni da dirigenti, dotati di nuovi poteri coercitivi. Salvo rare eccezioni, questi ultimi vantano inesistenti benefìci dei test, ripudiati perfino dai loro inventori, o parlano di prassi “ormai” consuetudinaria.
La consuetudine però non può surrogare il giudizio assiologico che la classe docente ha il dovere di esprimere sulle scelte pedagogiche e la reiterazione di pratiche o comportamenti non ne configura la liceità o la bontà.
La scuola non può accogliere uno strumento che non ha contribuito ad elaborare, né subire la logica ricattatoria di istituzioni che fanno della rinuncia alla libertà di insegnamento e apprendimento la condizione per l’erogazione dei fondi dovuti.
(…) Come docenti, pretendiamo di rendere i giovani indipendenti e critici, nel giudizio e nel pensiero. Ci chiediamo come si possa cadere nel paradosso di punire gli studenti perché rifiutano di essere conformisti. Ci chiediamo che stima gli alunni possano avere di noi, quando ci vedano proni alla violenza di chi manda in classe un valutatore che li marchia per venderli sul mercato.
Ci chiediamo che idea si possano fare di noi come intellettuali, vedendoci rinunciare con tanta leggerezza e pavidità all’essenza del nostro lavoro, alla passione per l’insegnamento inteso come atto creativo e alla collegialità democratica, che ne è, al contempo, presupposto e riflesso.
Vogliamo denunciarlo alla società civile: l’Invalsi non è strumento tecnico, ma sistema di controllo sociale nato dall’ideologia neoliberista. I suoi teorici e i politici al loro servizio ripetono ossessivamente che la Scuola deve “prendere atto” di cambiamenti presentati come il portato di una volontà metafisica, e che sono, invece, frutto di scelte economico-politiche regressive e congiunturali.
Noi sosteniamo che la scuola non debba prendere atto, ma prendere posizione su quanto la coinvolge e vuole travolgerla.
Ci rivolgiamo all’università, alla scuola, ai precari, demansionati e costretti a trasferirsi; ci rivolgiamo ai genitori, agli studenti, a quanti il 4 dicembre hanno difeso la Costituzione: chiediamo di sottoscrivere questo documento, per innescare un processo di critica radicale alla didattica per quiz e all’impianto classista della “Buona Scuola”.
In questo desolante panorama politico, che fa della crisi economica l’alibi per azzerare diritti e partecipazione democratica, abbiamo un’enorme responsabilità: quella di resistere a chi vuole esautorarci agli occhi delle generazioni che crescono, per dealfabetizzarle, ingannarle e sfruttarle. Eluderla, sarebbe un’inespiabile colpa.

Promotori

Coord. Precari Scuola Napoli; Docenti in lotta contro la L. 107; Cobas Scuola Napoli
(Per adesione scrivi qui)

Firmatari

Giuseppe Aragno, storico, Napoli; Piero Bevilacqua, storico, “la Sapienza”; Amalia Collisani, Musicologia, Univ. di Palermo; Lidia Decandia, Univ. di Sassari; Paolo Favilli, Univ. di Genova; Laura Marchetti, Univ. di Foggia; Ugo Maria Olivieri, “Federico II”; Enzo Scandurra, Architettura, “la Sapienza”; Lucinia Speciale Univ. del Salento; Luigi Vavalà, liceo “De Sanctis”. Trani.

venerdì 19 maggio 2017

Acqua Pubblica. Appello ai candidati a sindaco della Provincia di Frosinone



Elezioni Amministrative 2017

Appello ai candidati Sindaci e Consiglieri comunali per il miglioramento della qualità e la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato. 

Gentili Candidati, 

la Legge Regionale n. 5 del 4 aprile 2014 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”, approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale e coerente con la volontà espressa dal popolo italiano con i referendum del 2011, disciplina la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque in sostituzione della previgente L.R. n. 6/1996. 

La stessa L.R. n. 5/2014, nonostante i termini in essa fissati, non ha ancora visti emanati i provvedimenti normativi necessari ed indispensabili alla sua effettiva attuazione. La Proposta di Legge regionale n. 238/2015 “Individuazione degli ambiti di bacino idrografico e organizzazione del servizio idrico integrato”, finalizzata all’attuazione dell’art. 5 della L.R. n. 5/2014, è pendente da quasi due anni presso il Consiglio Regionale del Lazio e mai discussa in Commissione Ambiente. Detta Proposta di legge regionale è stata presentata dal Coordinamento Regionale Acqua Pubblica il 27 dicembre 2014 e successivamente sottoscritta da 11 Consiglieri regionali di maggioranza e opposizione. All’articolo 2 prevede la costituzione, tra gli altri, dell’Ambito di Bacino Idrografico “Sacco” ed all’articolo 3 definisce i comuni ricadenti in detto Ambito (per un totale di 45 comuni e circa 350.000 abitanti); 

Il Presidente della Regione, con il DPRL n. T00205 del 12/10/2016, ha affidato un incarico in materia giuridico-amministrativa al Prof. Alberto Lucarelli per "l'elaborazione di una proposta di legge che regoli la materia degli ambiti di bacino idrografico e del sistema idrico integrato". Nel mese di giugno p.v. il Prof. Lucarelli consegnerà l’elaborato richiesto, il quale dovrà essere successivamente discusso e approvato dalle Commissioni consiliari competenti e, infine, dal Consiglio Regionale.

 Nel frattempo, le modifiche intervenute alla legislazione nazionale di riferimento, se da un lato non incidono sulla piena e totale applicabilità della norma regionale, dall’altro inducono a rischi di concentrazioni societarie nell’interesse dei grandi operatori privati del settore dei servizi e salvaguardano comunque il loro profitto a spese degli utenti del servizio idrico integrato.

 La mobilitazione di molti cittadini e comitati e di alcuni Enti locali ha sino ad oggi impedito che, tradendo i principi della L.R. n. 5/2014 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”, anche nel Lazio venisse adottata una normativa contraria all’esito dei referendum del 2011, come già avvenuto in Toscana e Campania, ad esclusivo beneficio degli interessi delle società multiutilities

Di recente, il Piano di Tutela delle Acque Regionale (PTAR), il principale strumento di pianificazione regionale in materia di acque, è stato aggiornato e adottato con la Deliberazione n. 819 del 28 dicembre 2016, pubblicata sul BURL n. 4 del 12 gennaio 2017. Il PTAR si configura quale piano di settore funzionale all’attuazione della Direttiva comunitaria 2000/60/CE, ratificata con il D.L.vo n. 152/2006, i cui obiettivi di qualità delle acque e dei corpi idrici possono essere raggiunti soltanto attraverso la realizzazione di molteplici interventi a livello territoriale riguardanti tutti i comparti socio-economici (urbano, industriale, agricolo, zootecnico). Tale Piano analizza e valuta in termini quantitativi e qualitativi lo stato delle risorse idriche a livello di singoli bacini idrografici e definisce le opportune norme di gestione delle stesse risorse idriche al fine di garantirne la corretta conservazione e l’eventuale riqualificazione. Inoltre, delinea, anche da un punto di vista infrastrutturale ed economico, gli interventi da attuare nei singoli bacini idrografici per migliorare l’efficacia e rendere più sostenibili i servizi idrici integrati attualmente forniti. Il bacino idrografico del fiume Sacco è uno dei bacini analizzati e valutati dal PTAR ed è coerente con la delimitazione dell’Ambito di Bacino Idrografico definito nella suddetta Proposta di L.R. n. 238/2015. 

Per tutto quanto premesso, il Comitato provinciale acqua pubblica Frosinone si appella a tutti i candidati alla carica di Sindaco e di Consigliere comunale delle prossime elezioni amministrative perché si impegnino, una volta eletti, a: 

- sollecitare la Regione Lazio affinché proceda rapidamente con la predisposizione delle norme attuative della L.R. n. 5/2014 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque” e individui uno specifico Ambito di Bacino Idrografico “Sacco”, come contenuto nella Proposta di L.R. n. 238/2015 “Individuazione degli Ambiti di bacino idrografico ed organizzazione del servizio idrico integrato”; 

- supportare la Regione Lazio, nelle forme opportune, come amministratori comunali, nell’attuazione della L.R. n. 5/2014 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”; 

- sostenere prioritariamente e privilegiare l’opzione della gestione pubblica del Servizio Idrico Integrato dell’Ambito di Bacino Idrografico Sacco, promuovendo la costituzione di un’azienda speciale consortile e verificando la possibilità dell’uso di strumenti di finanza pubblica per il reperimento dei fondi necessari al finanziamento degli investimenti; 

- contribuire attivamente per raggiungere gli obiettivi di qualità stabiliti nel nuovo Piano di Tutela delle Acque Regionale, per rendere efficiente e sostenibile il servizio idrico integrato nei tempi e modalità stabiliti dal piano stesso; 

- sostenere e rafforzare la Delibera dell’Assemblea dei Sindaci dell’ATO 5 di risoluzione del contratto con la società Acea ATO 5 spa per la gestione del servizio idrico integrato; 

- nelle more della risoluzione controllare approfonditamente l’operato della società Acea ATO 5 spa, valutarne la qualità e pretendere il rispetto delle norme contrattuali e degli utenti del servizio.

 Il Comitato provinciale acqua pubblica Frosinone chiede, infine, a tutti i candidati di manifestare pubblicamente la condivisione, o meno, dei punti sopra elencati e di illustrare chiaramente nella campagna elettorale come intendono affrontare il tema della gestione dell’acqua e risolvere i problemi e le criticità attualmente presenti, che penalizzano fortemente i cittadini, depauperano la risorsa e ne peggiorano la qualità, esponendo la comunità a notevoli ripercussioni sociali, economiche, sanitarie e ambientali.

Comitato provinciale acqua pubblica Frosinone 


video luciano granieri